unitatv

Tutto nelle mani di super Mario

Nel deserto della politica spetterà al presidente dell’Eurotower lo scomodo ruolo di unica guida in Europa (lui che è un tecnico)

Stabilito che l’euro è irreversibile bisogna dimostrare subito che lo è anche l’Unione. E la faccenda si complica molto dopo il NO della Grecia al referendum di ieri. Per tre motivi. Innanzitutto finanziari: chi crederà ad una federazione di Stati in cui uno di essi può fallire, finire i soldi e andare avanti con quelli degli altri mentre chiude le banche per dieci giorni? Nessuno. E chi nel mondo potrà più credere alla pomposità dei vertici internazionali in cui vi partecipano istituzioni europee che si fanno prendere in giro per mesi dalla coppia Tsipras-Varoufakis? Anche qui la risposta è scontata.
E chi, infine, se non Mario Draghi potrà cercare di mettere un cerotto su un vaso di terracotta che assomiglia sempre più a quello di Pandora da cui usciranno nuovi populismi ? Oggi come nel giugno del 2012, quando pronunciò la famosa frase che la Bce avrebbe intrapreso ogni misura per salvare l’euro dalla speculazione, è il presidente dell’Eurotower ad avere lo scomodo ruolo di unica guida in Europa (lui che è un tecnico).

 

Clicca sull’immagine per continuare a leggere

unitatv