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Napolitano, il Cavaliere e l’incubo del 2011

Ha senso rivangare il passato? Si, se serve a fare chiarezza su questioni come la Ue, la sovranità dei governi, il ruolo del Presidente della Repubblica.

E le dimissioni del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, sono la migliore occasione per ricostruire un passaggio drammatico della storia italiana, per alcuni, a torto, una forzatura costituzionale del Colle: la fine del governo Berlusconi. Effettivamente  voler riavvolgere quella bobina, difficilmente ricapiterà di vedere un film simile. I fatti non sono ancora storia. È il novembre del 2011, l’esecutivo guidato dal Cavaliere ha da poco portato a casa con soli 308 voti alla Camera (su una maggioranza richiesta di 316) il Rendiconto generale dello Stato, ma viene da tre mesi drammatici con lo spread a quota 575, i mercati in subbuglio, la speculazione finanziaria alle porte di casa, minimamente placata dalla lettera-ultimatum della Bce del 5 agosto precedente, in cui si chiede all’Italia un cambio drastico di rotta per poter aprire l’ombrello salva-Btp. Leggi tutto l’articolo in PDF

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